DOTTORI: il racconto di un uomo timido, artisticamente ardito
MASSIMO DURANTI
Quale migliore occasione dell'anniversario dei 140 anni dalla nascita di Gerardo Dottori per raccontarne, questa volta, con linguaggio non meramente biografico anche la vita, coniugando brani della sua opera con alcuni aneddoti circostanze dei quali è protagonista, per avvicinarsi di più all'artista futurista.
Dopo il tanto scritto sull'opera dottoriana, della quale disserta in questo catalogo, riguardo alle opere in mostra in particolare, Andrea Baffoni, e Francesca Duranti traccia un'ampia mappa delle presenze del futurista in Umbria, mentre esordisce per la redazione e revisione degli apparati Beatrice Falcione, giovane storica dell'arte che ha frequentato gli Archivi Dottori come brava stagista, è parso utile che luoghi, circostanze e anche il contesto storico e sociale del suo tempo fossero narrati con aneddoti dei quali è ricca la sua storia. Dunque, il suo fare artistico per ricordare, insieme, la vita e l'artista, che nel suo caso sono la stessa cosa, perché se la vita non fosse stata quella, neanche Dottori artista avrebbe potuto essere Dottori.
Tornando all’anniversario, Costantino D'Orazio, da poco salito ai piani alti di Palazzo dei Priori, ha voluto coglierlo per promuovere un omaggio a Dottori. Si è cosi realizzata una mostra di nove capolavori, noti soprattutto agli esperti, poco esposti di recente, corredati da ampie schede
bibliografiche, che presentiamo nella Sala 39 della Galleria Nazionale dell'Umbria dedicata al Novecento.
Dottori e il Palazzo dei Priori
Comincerei proprio dai legami del futurista con Palazzo dei Priori, sede istituzionale del Comune e della Galleria Nazionale. che fa da sfondo a una delle opere più significative della sua prima stagione artistica. Nel 1915, durante una licenza dal fronte di guerra, dipinge Tocchi di campana - tocchi, che ci restituisce una sensazione uditiva con spirali filiformi, secondo i canoni futuristi, su uno sfondo velato con il campanile civico.
In quel palazzo, nel 1943, presenta nella sala consiliare un Marinetti già molto provato, accorso per rincuorare i reali perugini sulla sorte della guerra. Nel 1968 la Sala dei Notari ospita una sua grande antologica due lustri dopo la donazione al Municipio di cinque capolavori. Peccato che proprio in quel palazzo le opere fossero state segregate a piano terra, protette da un'antica cancellata e da un pesante drappo rosso, liberate soltanto alla fine degli anni sessanta, quando il futurismo fu sdoganato felicemente dai critici di sinistra dall'ipoteca di collusione con il fascismo. Da diversi anni la raccolta di quelle opere e delle altre di istituzioni pubbliche è esposta in permanenza al Museo civico di Palazzo della Penna, che mi vanto di aver realizzato.
Gli esordi simbolisti e divisionisti caratterizzati dalla figura femminile
Fanciulla umbra, databile 1904, è esempio eccellente di quel divisionismo-puntinismo, comune agli esordi degli stessi Balla e Boccioni, con una giovinetta in primo piano, immersa nel profondo paesaggio, scena tessuta finemente di minuti tocchi di pennello con una tavolozza variegata
nella stesura del paesaggio collinare e delle anse di fiumi. La protagonista è la sorella Bianca, la figura femminile più importante della sua vita, che ha ritratto in dai primi del Novecento in mille modi: a matita con tratto morbido e in numerosi dipinti in vari momenti della sua parabola artistica.
Dottori non si è mai sposato: ha scritto più volte di aver sposato l'arte, ciò non significa che non subisse il fascino femminile, al contrario!
Amore segreto, ma non troppo, e sicuramente non corrisposto, quella per la giovane moglie di Amerigo, amico e vicino di casa di Dottori, con
il quale progettò pure un dirigibile, proprietario del Bar Ricci, che Dottori decorò ampiamente nel 1923 (tutto distaccato) e del quale curò un po' l'immagine pubblicitaria, diremmo noi oggi, disegnando gli incarti per il cioccolato.
Il pittore decoratore e la iella monetaria
Dottori ha sempre scritto che di mestiere faceva il pittore, cioè decoratore di ambienti, al mattino, e l'artista, al pomeriggio. Ha decorato tanti palazzi, chiese, ville, bar, ristoranti, in Umbria e a Roma, prevalentemente con linguaggi tradizionali graditi, se non ordinati, dalla committenza,
ma non mancano esempi di esclusivo linguaggio aeropittorico come nel caso dell'idroscalo di Ostia del 1927 decantato da Marinetti nel Manifesto dell'Aeropitura del 1931 (e non 1929, come ancora scrivono molti, poiché a quella data risale solo un articolo di Marinetti, anticipatore) e l'ampio ciclo del ristorante Altro mondo di Perugia, inaugurato nel 1923 dallo stesso Marinetti.
C'è un episodio del sarcasmo dell'artista legato all'ampio intervento pittorico nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Bettona, piccolo comune fra Perugia e Assisi. Nelle sue memorie scrive di come "fece cardinale" il parroco. Durante il lungo lavoro sulle impalcature, il prete commentava
sempre il lavoro di Dottori, pretendendo anche di dare suggerimenti, che cessarono solo quando, non proprio accidentalmente, un grande secchio colmo di pittura rossa rovinò addosso al loquace parroco, che così divenne "principe" della chiesa. Poco da ridere, l'umorismo tragicomico mi si passi l'ossimoro -, a causa della iella, riguardo alla vicenda del consistente assegno in marchi tedeschi, frutto della vendita di un'opera nel corso di una mostra in Germania, che gli arrivò dopo due mesi, quando il marco aveva subito una drastica svalutazione e quella bella somma, al cambio, sarebbe servita al massimo per acquistare qualche pacchetto di sigarette. Così l‘assegno finì nel suo archivio.
Info Mostra
Gerardo DOTTORI
Divisionista Futurista Aeropittore 1906-1942
Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria
12 ottobre 2024 – 19 gennaio 2025