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26/02/2018L'elica e la luce

L'elica e la luce. Le futuriste. 1912_1944 a cura di Chiara Gatti e Raffaella Resch

Museo MAN, Nuoro 9 marzo-10 giugno 2018

Dopo i progetti dedicati all’espressionismo tedesco e alle coppie dell’avanguardia russa, il MAN e lieto di presentare 'L’elica e la luce. Le futuriste. 1912-1944', un’importante mostra dedicata al futurismo e alle donne. Si completa in questo modo la trilogia dal taglio inedito, realizzata con la direzione artistica di Lorenzo Giusti e focalizzata sui movimenti dell’avanguardia storica. La presenza delle donne nell’arte del Novecento e stata messa in luce da diversi studi a partire dalla fine degli anni settanta: al di la dell’intenzione di scoprire un genere, uno specifico femminile in arte, sono state compiute ricognizioni storico-critiche che hanno portato o riportato in luce personalita eccezionali, opere di alto valore, esistenze dalle trame complesse, di cui prima si ignoravano addirittura le date di nascita o morte, e ci hanno restituito un panorama dell’arte delle donne nelle avanguardie, fino a quel momento rimasto in secondo piano. Un caso ancora aperto e controverso, e il ruolo delle donne nel futurismo, movimento programmaticamente misogino, che fin dalla sua fondazione proclamava il disprezzo della donna e costruiva una visione dell’arte totalizzante su valori quali la forza, la velocita, la guerra, da cui il genere femminile doveva rimanere escluso ('Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igiene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna', Manifesto del futurismo, 1909). La mostra rintraccia-attraverso un centinaio di opere fra dipinti, sculture, carte, tessuti, maquette teatrali e oggetti d'arte applicata-l’operato di queste donne che hanno lavorato dagli anni dieci fino agli anni quaranta, firmando i manifesti teorici del futurismo, partecipando alle mostre, sperimentando innovazioni di stile e di materiali in ambiti trasversali quali le arti decorative, la scenografia, la fotografia e il cinema, ma anche la danza, la letteratura e il teatro. Figure indipendenti, artiste e intellettuali di primo piano nella ricerca estetica d'inizio secolo. Le vicende sono a volte spregiudicate (esemplare la biografia di Valentine de Saint-Point), spesso passate in sordina rispetto alle cronache, qualche volta inosservate dalla critica coeva, o assorbite dall’anonimato della vita famigliare (come accadde a Brunas) o sperse nella tragedia delle guerre (Alma Fidora, la cui biblioteca e l'archivio di documenti sono andati distrutti sotto i bombardamenti). Spiccano artiste totali come Rosa Rosa; Edith von Haynau, lavoro per 'L’Italia futurista', scrisse, dipinse, illustro libri, creo ceramica, realizzo sculture, si propose come artista totale secondo il proclama futurista, studio la metapsichica e l’occultismo, verso cui anche il Manifesto della Scienza futurista aveva dimostrato interesse. La mostra, che vanta prestiti in arrivo dai piu autorevoli archivi pubblici e privati, con importanti opere storiche tra cui alcune poco note, prende le mosse dal Manifeste de la Femme futuriste, pubblicato da Valentine de Saint-Point il 25 marzo 1912, in risposta alla Fondazione e Manifesto del Futurismo di Marinetti pubblicato a Parigi nel 1909 su Le Figaro. Il percorso individua i caratteri di una ricerca collettiva che-libera da stereotipi, cliche, luoghi comuni e banali dipendenze legate ai rapporti di parentela con i 'maschi' del movimento-testimoni la profondita di una riflessione estetica condivisa dalle donne del gruppo, ricca di implicazioni peculiari. La selezione delle opere e affiancata da un ampio apparato documentario, prime edizioni di testi, lettere autografe, fotografie d'epoca, manifesti originali, studi, bozzetti. MAN_Museo d’Arte Provincia di Nuoro-Via Sebastiano Satta 27, 08100 Nuoro-Tel: 0784/252110-Fax: 0784/1821251-www.museoman.it Ogni capitolo del percorso, che procede per macro-temi-il corpo e la danza, il volo e la velocita, il paesaggio e l'astrazione, le forme e le parole-documenta una vena particolare delle artiste futuriste, dedite ora alle arti applicate, al tessuto, ora all’uso del metallo e, in generale, a una sperimentazione polimaterica e multidisciplinare nel campo delle arti figurative, ma anche letterarie e coreutiche. La mostra racconta le affascinanti biografie di ciascuna di loro, che s’intrecciano con la vita artistica e culturale del periodo (i salotti, le maggiori mostre nazionali, le riviste, i teatri) ma si ambientano anche sullo sfondo di un paese, allo stesso tempo, eccitato dal progresso, ferito dal conflitto. In catalogo saranno pubblicate le opere esposte con testi di Giancarlo Carpi, Enrico Crispolti, Chiara Gatti, Lorenzo Giusti, Raffaella Resch e una intervista a Lea Vergine, autrice della memorabile mostra curata nel 1980 per il Palazzo Reale di Milano, 'L'altra meta` dell'avanguardia', dedicata alle artiste attive tra il 1910 e il 1940.