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Avvenimenti nazionali ed internazionali sul Futurismo e su altri temi correlati ampiamente documentati da comunicati stampa, testi critici ed immagini fotografiche.
 





BALLA FUTURISTA

UNO SPERIMENTALISTA DEL XX SECOLO


Palazzo Liceo Saracco, Acqui Terme

1 Luglio - 3 Settembre 2006

a cura di Elena Gigli





Mobiletto per fumo
1916 ca.




Rinnovando la trentennale tradizione di presentare annualmente esposizioni dei maggiori protagonisti dell'arte moderna italiana, la città di Acqui Terme organizzerà, con l'intervento della Regione Piemonte e della Provincia di Alessandria, la mostra antologica BALLA FUTURISTA - Uno Sperimentalista del XX Secolo.

La mostra, ospitata presso il Liceo "G. Saracco" in corso Bagni 1, resterà aperta dal 1 luglio al 3 settembre 2006 con il seguente orario: 10 - 12,30 / 15,30 - 19,30 Lunedì chiuso.

Il coordinamento organizzativo e l'allestimento saranno a cura, come nelle passate edizioni, della Bottega d'Arte di Repetto & Massucco. Catalogo De Luca Editori d'Arte, Roma.

La mostra BALLA FUTURISTA - Uno Sperimentalista del XX Secolo, a cura di E. Gigli, si articola su 7 sezioni che percorrono tutta la vita del pittore, per un totale di 60 opere. Il titolo della mostra BALLA FUTURISTA e le varie sezioni fanno riferimento a frasi dello stesso Balla: in particolare si fa riferimento alla cartolina inviata da Balla a Fillia pubblicata nel 1982 da G. Lista (n.755 A). Il catalogo, a cura di E. Gigli, presenterà l'opera di Balla attraverso un saggio storico artistico (con 7 tavole di minimali) della Gigli, le opere in mostra riprodotte a colori e una esauriente bibliografia dell'artista.

La prima sezione e' dedicata al volto di Balla: Mia biografia. In sette modi diversi si pone l'artista al visitatore: all'apertura della mostra troviamo l'Autoritratto divisionista del 1902 della Banca d'Italia dove Balla coi suoi capelli e baffi rossicci si presenta nella quotidianeita' del suo lavoro (in basso si vede la tavolozza sorretta dalla mano sinistra mentre nello sfondo sotto il quadro campeggia la cassetta dei colori). Un affettuoso sorriso e' la caratteristica della tavola del 1922 mentre negli anni trenta lo troviamo intendo a disegnare; un ghigno contro l'arte del 900 e' l'espressione della tavola proveniente dalla collezione Grassi (gli stessi che donarono molti capolavori dell'arte italiana al Comune di Milano nel 1962). Come "balbuffo" con la cravatta arancione si ritrae durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale nell'olio L'allegro sinistrato mentre da solo e insieme alle figliole Luce e Elica lo troviamo nelle ultime due opere della sezione.

Le seconda sezione presenta la purezza buonissima della natura, una decina di opere dove Balla raffigura quello che lo circonda durante i primi anni del Novecento. La moglie Elisa sorridente, la piccola Luce intenta a raccogliere le margherite, le vedute di villa Borghese dal balcone coi suoi alberi illuminati dal caldo sole romano accanto alla luna che illumina le torri del Museo Borghese. Chiude la sezione Il cesellatore, "un ritratto a pastello di Duilio Cambellotti che era in atto di incidere una medaglia" dove "tentò di esprimere il moto del martelletto, nel suo rapido gesto" (Anton Giulio Bragaglia in Fotodinamismo Futurista 1913).



Mercurio passa davanti al sole visto con l cannocchiale
1914

Dopo la firma dei manifesti futuristi, per Balla si aprono nuove fasi sperimentali. Siamo al 1912: dall'analisi alla sintesi e' il titolo della terza sezione. Dal suo balcone della casa ai Parioli, Balla porta avanti il suo studio analitico del movimento prima, della luce subito dopo (a volte i momenti si accavallano anche): accanto a opere come Bambina che corre sul balcone del Museo di Milano troviamo la sperimentazione sul volo delle rondini accanto agli studi della luce, le Compenetrazioni iridescenti. "Come il primo esempio di una astrazione geometrica, nascono in effetti da una minutissima indagine analitica sulla natura. Balla vuole rendere la sostanza di un fenomeno evanescente come l'arcobaleno, che è un simbolo della luce, scrive Fagiolo nel 1968. La tela della Compenetrazione iridescente con il suo bozzetto e' un valido esempio di questo primo ciclo sperimentale futurista. Subito dopo troviamo il volo di rondini disegnato su un foglio di taccuino e sperimentato sulla tela proveniente dalla Marlborough Gallery di Londra. L'altro ciclo futurista - Velocità d'automobile - e' ben presentato da un cartone e dall'olio esposto alla mostra Futurism di 1954 dalla Sidney Janis di New York. Chiude la sezione l'evento naturalistico di Mercurio che passa davanti al sole in due tempere del 1914. Balla - dunque - parte sempre dalla natura per creare una "nuova sensibilità nell'arte, espressione dei tempi futuri che saranno colorradioiridesplendorideal luminosissssssssssimiiiii" (Futur Balla).

Nella IV sezione le forme pensiero di Balla prendono forma pittorica di fronte ai vari cambiamenti atmosferici di un paesaggio naturale o di un onda del mare: nascono le linee forze di paesaggio e le linee forze di mare. Nelle prime due opere troviamo il giardino e i cretonne e i turchesi insieme alle forze di paesaggio; un colpo di fucile scuote il movimento dell'aria in una domenica primaverile nella tempera esposta nel 1918 alla galleria romana di Bragaglia. Chiude la sezione la forza del mare al tramonto (Linee forza di mare - rosa) e mossa dal vento di libeccio (Libecciata) in due capolavori incorniciati da "bizzarre comici" (V.Marchi 1928).

"Visitate la Casa Futurista di Giacomo Balla" si legge sul giornale "Roma Futurista" alla data 1920. Un armadio per la camera dei bambini con dentro i fiori futuristi e il portauovo e il galletto vicino al mobiletto per il fumo ricamato da Luce Balla troverà chi entrerà nella V sezione della mostra, un altro aspetto del nostro Sperimentalista del Novecento. Ricostruire l'universo e abbellire l'utile partendo dalla propria abitazione per arrivare all'universale quotidiano di ognuno di noi.

Ha mezzo secolo Balla quando si guarda dentro per soffermarsi su quella arte che lui stesso chiama idealismo ottimismo: dal fiore della primavera nasce l'idea, l'ottimismo viene a trionfare sul pessimismo, tre lettere vicino ai numeri costruiscono un quadro... i Merli futuristi della Biennale romana del 1925 trovano il corrispondente nel bozzetto dei Futurpesci. Infine Balla ci invita a sederci sulla Seggiola dell'uomo strano, un olio da lui stesso incorniciato e esposto già alla Prima Quadriennale e ora di proprietà della Banca d'Italia.



L'idea
1920 ca.

E' una costante dell'arte di Balla quella di restare fedele - per quanto gli sia possibile - al suo sperimentalismo (divisionista prima, futurista poi, idealista ora, realista poi) - al punto che nella sua abitazione permangano opere diverse tra loro sempre in prima fila. "Avevo dedicato con fede sincera tutte le mie energie alle ricerche rinnovatrici, ma a un certo punto mi sono trovato insieme ad individui opportunisti e arrivisti dalle tendenze più affaristiche e artistiche; e nella convinzione che l'arte pura è nell'assoluto realismo, senza del quale si cade in forme decorative ornamentali, perciò ho ripreso la mia arte di prima: interpretazione della realtà nuda e sana che attraverso la spontanea sensibilità dell'artista è sempre infinitivamente nuova e convincente", scrive Balla nel 1937. E per concludere, zero passato tutto avvenire, si ritorna alla quiete familiare, all'anziana madre dipinta (per fare un esperimento) su una vecchia lamiera, alle giovani Elica e Luce in abito da sera con l'amica Gemma nella grande tela Andiamo ch e ' tardi, alle pesche sul tavolo, ai fiori di campo nel vaso, alle dalie regalate e alle rose degli anni Quaranta. Due tavole del 1934 - Zuleika e Contrasti - particolari nel loro genere vengono esposte alla Galleria l'Antonina da Balla nel 1935 e ora si guardano in questa ultima sala.

Un consiglio dell'amico di Balla, Gino Galli, tutt'ora valido e attuale: "Per concludere, caro lettore, ti consiglio, quando ti senti un po' stanco, moralmente un po' abbattuto, per le crudeli lotte della vita quotidiana, di andare a trovare nel suo studio, il pittore futurista Giacomo Balla e, quasi sempre, lo vedrai calmo, sereno al lavoro, e, se lo vorrai, con un entusiasmo del tutto infantile, egli ti mostrerà le sue nuove creazioni, tutte graziose, tutte linde, vivamente colorate che ti metteranno nel sangue un po' di quel necessario buon umore che occorre per fare tutte le grandi cose".


Cenni biografici

Giacomo Balla nasce a Torino il 18 luglio 1871. Trasferitesi a Roma nel 1895, espone alla Promotrice di Torino come agli Amatori e Cultori di Roma; una sola presenza a Venezia (1903). Sottoscrive, insieme a Boccioni, Carrà, Russolo e Severini nel 1910 il Manifesto della Pittura Futurista e il Manifesto tecnico della Pittura Futurista. Nel 1915, insieme a Depero, Balla si firma Astrattista Futurista nel manifesto Ricostruzione Futurista dell'Universo; nel 1916 sottoscrive il Manifesto della Cinematografia Futurista. Dal 1920 apre al pubblico la sua casa per esporre (e vendere) il suo arredamento corredato da suppellettili. Tra i primi, Balla si e' posto il problema di una pittura astratta, anzi "ottica" (il 1912 e' l'anno delle Compenetrazioni iridescenti); ha costruito una scultura cinetica (i Complessi plastici del 1915) e rinnovato la moda: con le parole in libertà anticipa l'odierna 'poesia concreta. In pieno momento bellico, arriva alla sintesi di geometria-luce-movimento sulla ribalta del Teatro Costanzi (Roma 12 aprile 1917). L'intento di Balla, e' insomma, la 'ricostruzione futurista dell'universo', come lo dichiara lui stesso già nel 1915: rinnovare l'arte per rinnovare la vita, e viceversa, in un pirandelliano "gioco delle parti".

BALLA FUTURISTA / IDEALISMO / OTTIMISMO / FORME PENSIERO / TRICOLORIRIDISMO / ZERO PASSATO - TUTTO AVVENIRE si legge nella cartolina inviata nel 1925 al suo amico Fillia. E' lo stesso Balla a dirci cosa bisogna fare per sentirsi futurista: "bisogna essere permeato di sensibilità intuitive e passare furtivamente tra gli attimi impercettibili dell'evoluzione per scoprire le nuove vie che portano all'arte futurista, nella quale nessun concetto, nessuna linea, nessuna forma, nessun colore, nessuna sagoma, nessuna frase, nessuna nota musicale ricorderà il minimo, dico minimassimo segno dell'arte passata" (Torino 1927).

Disgustato per l'improvvisazione e la scarsa originalità dei giovani futuristi, decide dall'oggi al domani che deve cambiare la sua pittura: "E nell'assoluta convinzione che l'arte pura è nell'assoluto realismo, senza del quale si cade in forme decorative ornamentali, perciò ho ripreso la mia arte di prima: interpretazione della realtà nuda e sana che attraverso la spontanea sensibilità dell'artista è sempre infinitamente nuova e convincente". Negli ultimi trent'anni della sua vita sono ancora molte le invenzioni pittoriche e le opere dipinte con una esuberante qualità luminosa: ".... Anche i minimi tentativi futuristi possono essere il principio della nuova arte futura. E con questo, con una superstrafede indistruttibile, arrivederci tra qualche secolo", scrive già nel 1927.




La seggiola dell'uomo strano
1929







Città di Acqui Terme
Palazzo Liceo Saracco
Corsi Bagni, 1

orario: 10-12.30 / 15.30-19.30
chiuso il lunedì

Per informazioni:
Comune di Acqui Terme
Assessorato alla Cultura
tel.: 0144-770272 - 770300
fax: 0144-57627
cultura@comuneacqui.com

Biglietti e catalogo:
interi euro 7.00
ridotti euro 4.00
catalogo euro 16.00

Catalogo disponibile presso la mostra.

 
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