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Esposizioni
IERI
Avvenimenti nazionali ed internazionali sul Futurismo e su altri temi correlati ampiamente documentati da comunicati stampa, testi critici ed immagini fotografiche.




RENATO DI BOSSO
Violinista (1930)

















RENATO DI BOSSO
Pilota stratosferico (1938)

















RENATO DI BOSSO
Sintesi plastica di Venezia - Una elegante città di mare(1968)

















RENATO DI BOSSO
Velocità, dinamismo plastico - omaggio a Boccioni (1975)

 

 

Scultori a Verona 1900 - 2000

 

Palazzo Forti, Verona
8 febbraio 2002 – 31 marzo 2002

 

Officina d'Arte, Verona
30 novembre 2001 – 31 marzo 2002

 





 

La Galleria d’Arte Moderna di Verona e l’Officina d’Arte ospitano un’ampia mostra sulla scultura veronese prendendo in esame un arco di tempo che va dall’inizio del ’900 fino alle ricerche più attuali degli ultimi anni.

 

La rassegna, curata da Giorgio Cortenova, si tiene in due distinte sale espositive: presso l’Officina d’arte, dove è allestita la sezione storica (con opere di Gino Bogoni, Nereo Costantini, Renato Di Bosso, Giuseppe Fontana, Egidio Girelli, Franco Girelli, Nino Gottardi, Eugenio Prati, Vincenzo Pulielli, Giovanna Rossi, Mario Salazzari, Maria Trevisani, Berto Zampieri), e nelle sale espositive della rinnovata Galleria d’Arte Moderna Palazzo Forti, la sezione contemporanea (con opere di Gabriello Anselmi, Alessandra Avesani, Berrocal, Gino Bogoni, Marzia Boldi, Leonardo Brunelli, Maurizio Casari, Riccardo Cassini, Chiara Castagna, Pino Castagna, Stefano Cattaneo, Federico Chiecchi, Alberto Colognato, Gianmaria Colognese, Luciano Dal Molin, Renato Di Bosso , Virginio ferrari, Novello Finotti, Giuseppe Fontana, Patrizia Guerresi, Donata Lazzarini, Igino Legnaghi, Piera Legnaghi, Mancino, Giovanni Marconi, Diego Morandini, Maria Teresa Padovani, Dario Tenuti, Maria Trevisani.

 

Questo appuntamento rappresenta non solo l’occasione per condurre un’inedita ricognizione storico-critica sull’opera dei maestri più rappresentativi della scultura veronese del secolo scorso, ma offre anche un’interessante opportunità per presentare le ricerche più recenti degli artisti della nuova generazione.

 

“Il Futurismo a Verona conosce una fioritura cronologicamente tarda, eppure di grande intensità. È infatti nel 1931 che si costituisce il gruppo futurista veronese, formato da Ambrosi, Anselmi, i due Aschieri, Bertozzi, Bonente, Di Bosso, Manca, Matotti, Pesenti, Righetti, Sacchetti, Scurto, Siviero, Tomba e Vorossì. A questa data Righetti (che prenderà il nome di Di Bosso dal legno che maggiormente prediligeva) ha già realizzato opere come Il vento del 1927: un gesso dalla fisionomia urlante e visionaria, mutuata dai ritratti di Wildt. Nel 1930, però, la lettura di Pittura e scultura futurista. Dinamismo plastico, che Boccioni aveva scritto nel 1914, lo aveva influenzato profondamente, e questa suggestione si era tradotta nel legno levigato e aereodinamico del Violinista, dove l’onda del suono si legava sinteticamente alla figura umana in uno slancio ellittico e dinamico. Corpo e musica erano una cosa sola. Violinista non è un esito isolato. C’è nell’opera di Di Bosso una tensione ascetica che lo porta a pensare la massa plastica come un’anti-materia, come un blocco senza asperità, sporgenze o contrasti, dove la forma fluisce liberamente, in un armonioso ritmo musicale. Il tema del volo, tipico dell’aerofuturismo (L’aviatore, 1933; Paracadutista, 1934; Paracadutista su paese, 1935; Pilota stratosferico, 1936) diventa in lui lo sforzo di liberare l’anima dal corpo, o meglio di fare coincidere corpo e anima. Non è un caso che, accanto ai soggetti “aerei” scolpisca nel 1934 un San Francesco , ugualmente rotondo e levigato: un’ulteriore testimonianza della spiritualità cosmica che lo anima. Dal punto di vista stilistico si avvertono nelle opere di Di Bosso gli echi del tardo Cubismo e di Archipenko, ma anche di Boccioni. Quanto ai materiali usati, oltre al prediletto legno (Di Bosso, del resto, proveniva da una famiglia di intagliatori e di artigiani del legno) l’artista esplora le possibilità di materiali insoliti, realizzando nel 1934 col Paracadutista un complesso plastico in alluminio, cristallo e specchio. Quello che gli interessa, però, non è intervistare la materia come intendeva fare Prampolini, quanto eluderla: portarla a una dimensione di rarefatta levità e sospensione.” (E. Pontiggia, Figure della scultura a Verona 1900-1945 , catalogo della mostra)

 

La rassegna è accompagnata da un catalogo che ospita, oltre a un ampio supporto iconografico, un ricco apparato bio-bibliografico di tutti gli artisti illustrati, nonché contributi critici di Luciano Caramel, Mauro Corradini, Giorgio Cortenova, Elena Pontiggia.

 

 

 

a cura di Cesare Biasini Selvaggi           





 

Palazzo Forti
Via A. Forti, 1
37121 Verona

Tel.: 0458001903
Fax:  0458003524
e-mail: pforti.info@palazzoforti.com
            www.palazzoforti.it

ORARIO: Tutti i giorni tranne il Lunedì 10.00 / 19.00
la biglietteria chiude alle 18.00

Ingresso: Intero euro 5,16 - ridotto euro 3,61 - scuole euro 2,58 (per gruppi obbligatoria prenotazione)

Officina d'Arte
Corso Porta Borsari, 17
37121 Verona

Tel.: 0458031723
Fax: 0458001456
e-mail: info@officinadarte.it
           www.officinadarte.it

ORARIO: dal lunedì al venerdì 15.30/19.30
sabato 10.30/12.30  - 15.30/19.30

Ingresso: libero

 

catalogo edito da edizioni ELECTA, Via D. Trentacoste, 7 20134 Milano
Tel.: 02215631, Fax: 0226413121

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